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La storia del soldato Vincenzo Villani internato in Germania nel corso della II guerra mondiale: il 28 gennaio sarà conferita alla sua memoria la medaglia d’onore in occasione della Giornata della Memoria.

La storia del soldato Vincenzo Villani internato in Germania nel corso della II guerra mondiale: il 28 gennaio sarà conferita alla sua memoria la medaglia d’onore in occasione della Giornata della Memoria. 

In occasione della Giornata della Memoria il prossimo 28 gennaio sarà conferita, dal Presidente della Repubblica, la Medaglia d’Onore a Vincenzo Villani, Internato Militare Italiano, Caduto nel corso del Secondo Conflitto Mondiale e sepolto a Monaco di Baviera. La medaglia sarà consegnata al fratello Michele Villani presso la Prefettura di Foggia. A darne notizia alla Civica Amministrazione è stata la nipote del defunto, Marina Villani, che ha scritto al Sindaco avv. Francesco Miglio ed all’Assessore alla Cultura avv. Celeste Iacovino. 
“Nel mentre ci apprestiamo a realizzare una serie di eventi per celebrare come facciamo ogni anno nella nostra città la Giornata della Memoria – abbiamo appreso della concessione di una medaglia d‘onore ad un nostro concittadino – dichiarano il Sindaco Miglio e l’Assessore Iacovino -. La sua storia è quella di tanti giovani italiani, partiti per il conflitto mondiale e mai tornati, una vita spezzata quasi dopo l’adolescenza. Per far capire meglio ai nostri ragazzi il dramma della guerra inviteremo Michele Villani a parlare ai nostri giovani, nel corso di un incontro che organizzeremo nei prossimi giorni con il coinvolgimento del mondo scolastico sanseverese nell’ambito delle manifestazioni per la Giornata della Memoria”.
Di seguito le notizie riguardanti Vincenzo Villani così come ci sono pervenute dalla Signora Marina Villani. 
Villani Vincenzo nacque a San Severo (FG) il 25/05/1923, in una famiglia contadina, da Giuseppe Villani e Concetta Cascitelli. Fu chiamato alle armi e destinato al 1° Regg. Genio Ferrovieri di Castelmaggiore (BO) nel gennaio 1943. Successivamente fu destinato al 26° raggruppamento Genio Ferrovieri in Balcania. Arrivò in Grecia il 29 marzo del 1943. Nelle sue lettere, riferiva alla famiglia che si trovava in zona Atene. Da ricerche effettuate presso Istituti tedeschi (Wast, ITS Arolden) e Archivi Segreti del Vaticano, risulta essere stato catturato dai tedeschi il 9 settembre del 1943, nei pressi di Corinto, e deportato in Germania a Moosburg – Stalag VII A, circa 40 Km a nord-est da Monaco di Baviera, schedato come prigioniero numero 117853 – Stalag VII A, assegnato al lavoro coatto dell’ArbeitsKommando (Comando di lavoro) n. 3487.
Dal campo di prigionia riusciva a scrivere e ricevere lettere ai e dai familiari. Purtroppo, si è riusciti a recuperare al momento solo la sua ultima lettera del 10-06-1944. In essa diceva di aver ricevuto due missive dalla famiglia, di essere felice di sapere che stavano tutti bene e diceva lo stesso di sé. Poiché aveva un altro fratello, Paolo, anch’egli prigioniero dei tedeschi, ma non si sapeva in quale lager, di cui non si avevano notizie dalla data di cattura, il 9-09-43 a Treviso, in questa ultima lettera Vincenzo rassicurava i familiari dicendo che si stava interessando per sapere dello stesso: “Per Ninuccio già ho preso provvedimento”. Morì il 12 luglio del 1944 a Monaco di Baviera per incursione aerea, a soli ventuno anni. Fonti storiche riferiscono che Monaco di Baviera subì in quegli anni settantadue attacchi aerei. Inglesi e americani bombardavano notte e giorno per fiaccare la popolazione tedesca. La sua famiglia seppe della sua morte un anno dopo da un soldato reduce dalla prigionia. Lui non era stato internato nello stesso Stalag ma al rientro in Italia, ai confini, dove tutti i reduci si incontravano nel passaggio obbligato del Brennero, aveva conosciuto altri soldati, compagni di prigionia di Vincenzo che, avendo saputo che era di San Severo, gli avevano consegnato alcuni suoi oggetti personali, pregandolo di portarli alla sua famiglia e di riferire che Vincenzo Villani non sarebbe più tornato. Gli raccontarono che non era riuscito ad entrare in tempo nel rifugio e che le bombe gli avevano tranciato il capo e un braccio, facendogli saltare anche il piastrino di riconoscimento. Per questo non era stato identificato. A nulla valsero le ricerche fatte all’epoca per rintracciare e trasportare in Italia i resti di Vincenzo .Da sempre il desiderio di mio padre era quello di capire dove potesse essere sepolto il fratello e portargli un fiore.  Quindi, dopo aver accertato il luogo di sepoltura degli ignoti di quel bombardamento, grazie ad una corrispondenza con il Ministero della Difesa, nel luglio 2018 io e mio fratello abbiamo deciso di accompagnarlo al Cimitero Militare Italiano di Monaco di Baviera, come desiderava da una vita, per deporre fiori sulla tomba di uno dei militi ignoti, come se fosse quella di suo fratello Vincenzo. 
San Severo, 18 gennaio 2018
                                                                Il Portavoce
                                                        (dott. Michele Princigallo)