Promuovere e valorizzare le produzioni locali del Sud, in un contesto nel quale storia, tradizioni e cultura abbiano una valenza primaria, è diventata esigenza di sopravvivenza in un’area regionale abbandonata a sé stessa da diversi decenni.
Gli accordi internazionali siglati dall’Unione Europea e accettati dall’Italia pesano come macigni sull’economia e sull’agricoltura del Mezzogiorno.

Incomprensibile e imperdonabile che nell’accordo di libero scambio e protezione di prodotti dell’UE con la Cina, su ben 26 prodotti DOP (denominazione di origine protetta) e IGP (indicazione geografica protetta) italiani, solo la mozzarella di bufala campana sia stata inserita per le regioni meridionali.
Non era evidentemente bastato il CETA, l’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, approvato dal parlamento nazionale, ad aver già messo a dura prova i nostri prodotti tipici di qualità a filiera corta e a 0 km, favorendo, come al solito, la grande industria, la grande distribuzione. Un accordo basato sull’esportazione per il 90% di prodotti agricoli del Centro Nord, visto che su circa 50 prodotti alimentari italiani DOP e IGP, solo 5 erano del Sud.

Politiche governative che negli ultimi 25 anni hanno cancellato il Mezzogiorno, al di là di qualsiasi retorica elettorale e populista.
Un Mezzogiorno al quale non resta che attuare sistemi difensivi attraverso la costruzione di reti in grado di promuovere iniziative locali di sviluppo che riguardano non solo le produzioni tipiche,
ma anche la vera storia, le tradizioni, la cultura.

Per la Capitanata, come per gli altri territori del Sud, rafforzare significativamente i processi di partecipazione, di condivisione e di costruzione “dal basso” delle scelte riguardanti lo sviluppo,
diventa importante, anche per raccogliere la sfida di essere all’altezza di “organizzare una nuova forma di rappresentanza, integrata, diversificata e democratica”, attraverso la volontà condivisa di chi vive e opera sul territorio.

All’incontro del 16 giugno ad Apricena si sono finora registrati per un intervento i seguenti partecipanti:
– Dott. Franco Eustacchio Antonucci: La questione delle infrastrutture e delle strade in Capitanata;
– Dott. Pasquale Cataneo: Il Gino Lisa di Capitanata ed il trasporto aereo;
– Prof. Michele Eugenio Di Carlo: Il legame tra la storia di Capitanata e lo stato attuale delle produzioni agro-alimentari;
– Ing. Domenico Iannantuoni: Le produzioni del Sud e le loro sistemazioni ( vendita) al Nord e all’estero;
– Dott. Maurizio Bufo: Lo stato delle aziende produttrici e la loro potenzialità operativa, attraverso alcuni canali di vendita e distribuzione. Punti vendita dedicati alle produzioni di
Capitanata e del Sud in generale;
– D.ssa Maria Clara Ocera: Opportunità e prospettive di mercato a Dubai e in altri paesi esteri. Catania possibile polo del gusto per aziende del Sud, potenzialità di una location
attrezzata per il food;
– Ing. Michele Lauriola: Gli obiettivi di RETE SPAC;
– Prof. Enzo Lionetti: Verso un piano industriale di rete.