Arte e Cultura

Memorie da custodire tra canti e immagini Teatro Cantina omaggia Antonio Piccininno

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Dicevn’ che jev’ mort’ ma song’ vivë ancor.
(Antonio Piccininno)

Ezio Bosso dice che la musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare. Ascoltare è rendere evidente ciò che è nascosto per renderlo essenziale. Vedere con le orecchie del cuore un dolore, una gioia. Mettere in stand-by i pensieri… Ed è quello che è avvenuto l’11 febbraio 2017 a Foyer ’97 Teatro Cantina, il luogo degli incontri a San Severo (Fg).

L’immagine intramontabile della tradizione musicale italiana del Gargano ha fatto da protagonista sul palco: Antonio Piccininno, l’ultimo dei Cantori di Carpino, deceduto pochi mesi fa. Circa una settantina di persone hanno lasciato i loro divani e tv per ascoltare le sue parole. Presente all’evento c’era anche Lucia Piccininno, sua parente diretta. Alcune immagini, incastonate in un puzzle storico hanno intervallato pezzi musicali della musica folk, da lui riscoperta e conservata in otto libri personalmente redatti, l’ultimo dei quali è stato valorizzato da Salvatore Villani, etnomusicologo allievo di Roberto Leydi.

Così lo ricorda Gino Annolfi, un amico del Maestro: “Di lui era affascinante l’ascolto. Era un uomo sapiente. Un uomo prodigioso con un’intelligenza rara.” Infatti per occuparsi di musica popolare non basta saper suonare la chitarra e cantare, ma è necessario recuperare tutto il mondo in cui questi canti sono nati. Un recupero che sta portando avanti Villani e anche Michele Simone con il nipote Michele Russi, il quale si è esibito sul palco in una piccola performance musicale dedicata al suo Maestro, regalando a tutti un assaggio di quello che saranno i cantori di domani. Michele de Lilla ha emozionato il pubblico, dando voce ai ricordi di Piccininno, mentre Nicola Giuliani ha rivisitato una delle canzoni, traducendola in italiano. Emozioni forti e vere hanno ancora una volta scosso le mura del piccolo teatro sanseverese, riscuotendo un enorme successo.

Un cantante deve avere memoria, una grande memoria, come diceva lo stesso Piccininno. A noi tocca ora ricordarlo, con i suoi canti e la sua musica, con le sue parole e il suo sorriso attaccato alla vita, che lo ha portato a vivere per ben cento anni. Il suo ricordo non vive solo nella sua famiglia, ma in tutti coloro che hanno avuto l’onore di stringergli la mano.

Con Salvatore Villani: chitarra battente. Enzo Bucci: chitarra. Carmine Cipriani: tamburello.
Gino Annolfi. Michele de Lilla. Nicola Giuliani. Francesco Gravino.
PER INFO: info@foyer97.it

Maria Crescenzi

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