Grande successo della Zoom Concept, fa ballare le emozioni al teatro “Giuseppe Verdi”

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di Lucia Piccino

Al teatro ” Giuseppe Verdi” di San Severo debutta Antonio Papa, un giovane ballerino e coreografo di talento, diplomato nel 2010 all’IDA Ballet Academy di Ravenna. Ha partecipato a numerosi stage studiando con i migliori maestri italiani ed internazionali, uno maggiormente conosciuto, Steve La Chance. Partecipa a concorsi, gira il mondo, mostra le sue abilità di ballerino e coreografo nei vari teatri italiani, in manifestazioni e scuole di danza, mostrando a tutti il suo talento e la sua tecnica. Coinvolge 14 giovani ballerini del sud Italia, in Puglia, per dar vita alla sua compagnia di danza “Zoom Concept”.

Il coreografo Antonio Papa crea uno spettacolo artistico – musicale ” Homologation”, ispirandosi a temi sociali e attuali che fanno parte della nostra quotidianità, esponendo maggiormente il viaggio verso il nostro “io”, disperazione e rinascita, tutto ciò che colpisce l’essere umano, la sofferenza, l’oblio, la forza di rialzarsi dopo un dolore, la violenza. tematiche importanti nella nostra società e che Papa mette alla luce tramite la sua arte, la sua danza, che leggera, coinvolge intere generazioni, favorendo a tutti un originale scenografico spettacolo teatrale.

Ore 16.00. Teatro “Giuseppe Verdi”, dietro le quinte tutta la squadra Zoom Concept che si prepara per il debutto della serata. Con loro anche il fotografo Luigi Montedoro che prepara tutta la sua “armatura digitale” per le riprese durante la prova sul palcoscenico che faranno i ragazzi e il loro coreografo. Mi appresto ad osservare quel buio e quel silenzio nel retroscena, vestiti accalcati, scarpe e attrezzature da ballo un pò in disordine, la tensione la noto, la osservo, e mi piace, capisco che si lavora sodo, che non si dà spazio e tempo al resto, ma un solo pensiero acceca le menti di questa compagnia, cioè danzare.

Saluto il nostro protagonista nonché coreografo e ballerino Antonio Papa, e la sua espressione felice mi fa sentire parte di questo staff, mi dà delucidazioni su quello che andrà in scena tra meno di 5 ore. Scendo dal palco e mi posiziono in prima fila, mi guardo attorno e siamo solo in tre, io, il fotografo e la direzione musicale. Tiro fuori il mio taccuino, e aspetto di inchiostrare i miei primi pensieri su Homologation.

Calano le luci, si apre il sipario, come se fosse arrivato il momento di andare in scena davanti a centinai di persone, i ballerini cominciano ad esibirsi, i loro volti sereni e concentrati, Antonio ha dato le giuste indicazioni e questa è l’ultima prova, non possono sbagliare. Tutto deve essere perfetto. Guardo i ballerini, i loro passi e l’armonia dei movimenti, soavi e delicati che sottolineano l’espressione dell’anima che danza, sono bravi, trasmettono la stessa emozione dell’anteprima ripresa in mezzo alla natura, tra le foglie a terra, braccia e gambe muoversi lentamente, il vento che muove i capelli. E’ la natura che parla, coinvolge il corpo e lo spirito, l’essere umano e le sue origini, ci si abbraccia, si urla, la natura comprende i nostri stati d’animo, la danza, idee e mani che si intrecciano tra loro, tutti noi ne siamo partecipi, tutti noi rappresentiamo Homologation, ognuno di noi analizza se stesso.

L’importanza di capire che da da soli non si possono affrontare certe sfide, una sconfitta, la disperazione, la voglia di chiedere aiuto, e se ci viene data una speranza, quella mano che cercavamo, quella carezza che mancava, la paura di restare per sempre incompresi, nessuno accanto. Da qui l’abbraccio e l’unione, la realtà è questa. Voltati, non sei da solo.

Neanche il tempo di voltare pagina di fretta per non mancare una sola parola sul mio taccuino, che una danza collettiva rapisce la mia attenzione, uno sguardo verso la violenza. L’urlo delle ragazze, gettate a terra da un uomo cattivo e cupo, la paura e la sconfitta, in una danza, come mai l’avevo vista prima, notevole e raccapricciante, la pelle d’oca, le luci sopra di noi, di un solo colore, il rosso, e la scena diventa perfetta.

La realtà di oggi vissuta dai giovani completamente diversa dal tradizionale, anche il modo di approcciare è diverso dal giovane di oggi dall’adulto di oggi. I tradimenti, l’ebrezza di provare nuove emozioni, l’alcool, lo sballo. Tutto questo rappresentato dai giovani della Zoom Concept, che durante il debutto, catturano sin da subito sguardi nuovi e applausi di gioia e apprezzamento da tutto il pubblico del teatro di San Severo.