San Severo. Esplosione di colori per la “Madonna Nera”

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© Nico d'Amicis

La festa patronale, nota come “festa del soccorso” è la celebrazione in onore della Santissima Madonna Del Soccorso, la vergine nera, patrona della cittadina di San Severo (Puglia) che ogni anno, celebra la festa in suo onore la terza domenica di maggio e il lunedì successivo.

Un evento barocco seguito da migliaia di visitatori (non solo italiani) che si apprestano a celebrare le due processioni portando a spalla i principali santi Severino Abate e Severo Vescovo che affiancano la Madonna Del Soccorso nel suo cammino nella città in festa.

© Nico d'Amicis
© Nico d’Amicis

Entrambe le processioni lungo le strade di San Severo, sono scandite dalle “batterie pirotecniche” dette anche “ fuochi”, che durante la processione si incendiamo e danno vita alla corsa scatenata e adrenalinica dei cosiddetti “fujenti” , file di giovani che seguono il fuoco durante la sua esplosione, sfidando le scintille e la carta infocata, sopra le loro teste, le deflagrazioni sempre più forti e veloci sino al finale o “scappata“, fatto da bombe ancora più forti. I fujenti sono in fuga dalla morte e dal dolore, sotto lo sguardo dei santi patroni e protettori, correndo accanto, anche se feriti, orgogliosi di portarne i segni addosso. Un culto esorcizzante che caratterizza la festa dei cittadini sanseveresi.

La cosa più bella che ho memorizzato in questa festa patronale?

© Lucia Piccino
© Lucia Piccino

È bello poter notare sui volti della gente la gioia per i festeggiamenti per la Madonna Del Soccorso. La preghiera, la commozione, la processione…. e i fuochi, l’essenza del cittadino sanseverese, specie per i fujenti!

Ho notato i dettagli tra la gente, osservato la folla, i bambini in festa, sulle spalle dei papà, per vedere meglio il fuoco, e mi sono rivista io, da bambina, stessa usanza, stesse tradizioni, ovvero, mangiare fuori casa, nell’attesa che il fuoco spari, un panino, una bibita, ed ecco che di corsa tutti sotto la batteria a sentire il botto esplodere e ad osservare i colori che onorano la Madonna e tutti noi san severesi. Alla conclusione della festa, buio ormai, tutti alle giostre, mi fermo a guardarne una, e davanti a me un bambino di circa otto anni che stringe la mano di sua mamma, sotto la pioggia che scende più forte, lui in piena notte passeggia tra le giostre. Mi volto verso di lui, mi sento venir il naso rosso, come se lo indossassi, come se lui lo avesse notato, mi guarda, e gli faccio l’occhiolino con un sorriso.

Vi starete chiedendo di cosa abbia di tanto speciale questo bimbo alle giostre;

© Luigi Montedoro
© Luigi Montedoro

Quel bambino sotto la pioggia, stringeva la mano di sua mamma, lo guardava e gli indicava le giostre, io, seguendolo, ho notato il suo sorriso, felice, anche lui era alle giostre! un bambino come tanti, indossava una mascherina, copriva il capo con un cappello, ma non ha rinunciato alle giostre.

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