Origine ed evoluzione della Festa del Soccorso

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La prima festa patronale del Soccorso risale al 1858, l’anno seguente l’istituzione del patronato della Madonna nera. In realtà, essa non è altro che la trasformazione della festa patronale di san Severo vescovo. Prima del Settecento, l’unica festa patronale è quella di san Severino abate, «Principale Padrone, Protettore e Difensore» di città e diocesi. Lo storico secentesco Antonio Lucchino scrive che questa festa «si celebra[va] solennamente con concorso di tutto il regimento [il governo della città], e di tutto il popolo alli otto Gennaio». Si trattava di una fastosa celebrazione religiosa e civile, in occasione della quale si esponeva la «bellissima Reliquia del Santo, il maggior osso del dito grosso della mano, che si conserva[va] in una mezza statua di legno, rappresentante l’imagine del Santo in molti luoghi indorata, maestrevolmente fatta».

Madonna del Soccorso prima della vestizione

Nata nel primo quarto del Settecento, la festa di san Severo vescovo fu invece subito caratterizzata da una processione, prima il 30 aprile, poi la domenica seguente. Nel corteo si recava non un’immagine del santo ma una reliquia: dapprima, in mancanza d’una del santo vescovo, quella di un omonimo martire, in seguito una reliquia del patrono. Nel 1834, realizzata la statua del santo, questa prese il posto della reliquia.

Nel 1853 la confraternita del Soccorso ottenne dal vescovo e dal capitolo della cattedrale che la statua della Madonna nera, festeggiata la domenica in albis (con processione dal 1811), fosse portata in processione con quella di san Severo. Così la festa di quest’ultimo divenne quella della Vergine del Soccorso. Quando, nel 1857 la Madonna fu eletta protettrice principale, i festeggiamenti di maggio diventarono quelli patronali per eccellenza, anche in considerazione del momentaneo decadimento del culto di san Severino, declassato alla metà del secolo a patrono secondario.

Nel 1858 la festa si svolse dal 29 aprile al 2 maggio. Il primo giorno, salutato da spari, la statua della Madonna fu portata nella cattedrale, per l’occasione abbellita all’esterno da «dipinti trasparenti» e coll’interno «magnificamente addobbato, fiammeggiante di numerose lampade». Il simulacro fu posto «su di un Trono sfoggiante di arazzi e di ceri». Il 30 aprile, ancora annunciato da botti, la città brillò delle luci delle luminarie. Il giorno seguente, nuova festa liturgica della patrona, si distinse per «lo sparo più frequente e prolungato di masti e di artificiali batterie, la celebrazione di numerose Messe, il Pontificale dell’Eccellentissimo Vescovo assistito da tutto il Clero, e reso più augusto dalla Tribuna istrumentale ed orale, e la Panegirica Orazione». Il 2 maggio, infine, la statua della Vergine fu portata in processione, con a sinistra quella di san Severo e preceduta da 22 simulacri di santi; parteciparono le confraternite, i seminaristi, il clero, il vescovo e le autorità. Sul programma si legge: «Nel corso che farà il religioso corteo le prodigiose Statue di Nostra principal Padrona Maria Vergine, e del Nostro Protettore poseranno sopra due altari predisposti sino a che la grata pietà sciolga il voto delle oblazioni, e si consumino i preparati fuochi artificiali», ossia le batterie, segno di gioia e offerta votiva per la Vergine e i santi.

Nel 1908, ripristinato il patronato principale di san Severino, nella processione patronale di maggio la sua statua prese il posto alla sinistra della Madonna, passando quella di san Severo alla destra.

Col tempo la festa ha cambiato data, dalla prima passando alla terza domenica di maggio. Nel 1963 la solennità della patrona è stata spostata all’8 maggio, anniversario dell’incoronazione del 1937.

VIA: Wikipedia