JAZZ: “Gary Bartz” al Caffè tra le Righe@Spazio Off, Sabato 19 marzo

CONDIVIDI

Ad infuocare, prima che cali il sipario sul palcoscenico del Caffè Tra Le Righe@Spazio Off, un’altra Grande Stella Del Firmamento Jazz, uno dei più grandi sassofonisti che ha, e continua a scrivere le pagine più belle della Storia del Jazz e della Musica Afroamericana “GARY BARTZ“.

Un evento imperdibile che la città di San Severo si rende protagonista ed orgogliosa di ospitare, una Grande Leggenda Del Jazz dei nostri tempi, uno dei più affascinanti sassofonisti dell’universo post-coltraniano che ha raggiunto la celebrità per la sua suprema inventiva d’artista e per le sue straordinarie doti di improvvisatore.

13 Gary_Bartz

Il tour europeo vede San Severo (FG) unica data per il sud Italia. Sax alto & soprano di grande e possente voce, Bartz vanta un palmarès di prima grandezza perché, oltre alla produzione come leader, nella sua ricca discografia lo si è ascoltato a fianco di mostri sacri vivendo da protagonista la scena jazzistica newyorchese sin dalla fine degli anni Sessanta.

Ha inciso più di 40 album da solista e oltre 200 come artista ospite e vantare ormai oltre cinque decenni di carriera. Nato a Baltimora nel 1940, si trasferisce a New York all’età di 17 anni per studiare, e poco più che ventenne, si afferma velocemente come l’altista più originale a comparire sulla scena dopo Cannonball Adderley.

Dopo gli esordi con Charles Mingus con cui ha avuto occasione di conoscere e frequentare Eric Dolphy (dal 1962 al 1964), Bartz ha proseguito con Abbey Lincoln, Max Roach e con Art Blakey, entrando a far parte dei leggendari Jazz Messengers con cui debutta discograficamente nel 1965, grazie all’album intitolato “Soul Finger”.

15 GARY BARTZ CON MILES DAVIS - LIVE BERLINO 1971

Alla fine degli anni Sessanta ha fatto parte di una delle più celebri band create da McCoy Tyner, partecipando a storiche sedute d’incisione, come quelle che dettero vita a lavori come “Expansions 1968 ed Extensions 1970”.
Al contempo, collabora ed incide con Max Roach partecipando alla realizzazione di “Members Don’t Git Weary” – Atlantic 1968.

Poi fu la volta delle prime formazioni elettriche di Miles Davis con cui incise:

• The Cellar Door Sessions – un box set live costituito da 6 CD, registrato in un piccolo nightclub – The Cellar Door, dicembre 1970 e pubblicato nel 2005 dalla Columbia Records con Miles Davis: tromba elettrica, Gary Bartz: soprano e alto sax, John McLaughlin: chitarra elettrica, Keith Jarrett: Fender Rhodes piano e organo elettrico, Michael Henderson: basso elettrico, Jack DeJohnette: batteria, Airto Moreira: percussioni.

Live-Evil – doppio album registrato nel 1970 sia in studio che dal vivo e pubblicato nel 1971 (formazione idem di sopra)

Bitches Brew Live – registrato al Newport Jazz Festival il 5 luglio 1969 e al Festival dell’Isola di Wight, UK il 29 agosto 1970. Il disco è stato pubblicato dalla Sony CBS all’inizio del 2011 (formazione idem di sopra + Chick Corea)

Monumentale anche la sua attività da leader con una discografia notevole. In particolare, tra la fine degli anni Sessanta e tutti i Settanta incise album memorabili per
Milestone e Prestige: nelle sue band circolavano personaggi del calibro di Ron Carter, Pha-
roah Sanders, Billy Higgins, Woody Shaw, ed ancora con Lee Konitz, Kenny Barron, Christian
McBride, Dave Holland, Buster Williams, Jack DeJohnette, tanto per citarne alcuni.

Altrettanto prestigiosa è stata la ventennale esperienza a capo di questo suo quartetto stabile “NTU Troop” – ensemble che prende il nome dal vocabolo Bantu che sta a significare l’unità di tutte le cose, visibili e invisibili, viventi e morte, del tempo e dello spazio, composto da Albert Dailey, Andy Bey, Bob Cunningham, Harold White, Hubert Eaves III, Juini Booth, Nat Bettis, Rashied Ali, Ron Carter, Stafford James, Woody Shaw.

Fu una delle voci più “infuocate” di quel periodo con cui ha saputo elaborare ogni aspetto della musica black, dal soul al funk, musica folk africana, hard bop, e free jazz, mettendola a fuoco attraverso il suo peculiare sound soulful di derivazione coltraniana e rimanere a tutt’oggi una delle migliori voci al sax contralto. Ed è proprio la cultura africana che ha avuto un forte impatto sul suo lavoro creativo e definire le linee guida della futura hip hop e acid jazz.

 

Bartz è strumentista assolutamente coinvolgente e trascinante e in questo tour europeo compirà l’ennesima esplorazione del lascito musicale coltraniano che tanto ha influenzato proprio la generazione cui il sassofonista appartiene: un viaggio quindi che si annuncia affascinante quanto energico, insieme al pianista, compositore ed arrangiatore, Australiano, dal ’97 a New York per condividere insieme i più grandi palcoscenici del mondo:
BARNEY McALL

Berney McAll dal 1997 fa parte del quartetto di Gary Bartz ed è stato nominato per un Grammy Award nel 2007 (Grammy nomination for best contemporary Jazz Album).

E’ membro anche dei seguenti gruppi con Roseman Josh Unit, Fred Wesley e The JB, Groove Collective e Kurt Rosenwinkel’s ‘”Heartcore”. Si è esibito in tour con Kurt Rosenwinkel, Dewey Redman, Maceo Parker, Kenny Garrett, Jimmy Cobb, Eddie Henderson, Groove Collective, Mark Turner, Billy Harper, Jim Black, Steve Turre.
Numerosa la discografia di Barney, sia come leader di cui l’ultimo Mooroolbar – 2015, che da sideman.
E’ leader del Sylent Running, Modas, Graft e del suo nuovo ensemble ASIO (Australian Symbiotic Improvisers Orbit).

Barney è anche compositore di colonne sonore di documentari e film, tra cui i vincenti:

• SACCO AND VANZETTI (Documentary directed by Peter Miller – 2006)
• Pushing The Elephant (PBS) directed by Beth Davenport and Elizabeth Mandel
• Liberia: una guerra incivile (directed by Johnathan Motherland)
• Notherland Afghanistan (PBS) by Sedika Mojadidi
• We All Fall Down: La crisi dei mutui americana (PBS)
• Brother To Brother (directed by Rodney Evans)

A seguire, un’altra grande eccellenza, il contrabbassista JAMES KING. Nativo di Houston, in Texas, nel corso di una carriera musicale che si estende per più di 25 anni, James King si è esibito con Stanley Turrentine, Buck Hill, Elvin Jones, Marlena Shaw, Ronnie Wells e Stephanie Nakasian. Membro del Bob Hallahan Trio, con il pianista Bob Hallahan, il batterista Nasar Abadey e la vocalist Stephanie Nakasian, membro anche del Geri Allen Trio con Maria Stallings .

A chiudere il quartetto, la batteria di FRANCISCO MELA. Musicista cubano che unisce la sua conoscenza della tradizione musicale cubana con il jazz e stili contemporanei. Francisco Mela, per il suo carisma – la raffinatezza e le sue incredibili doti come compositore e musicista, è diventato uno dei preferiti di Joe Lovano, John Scofield, JoAnne Brackeen, Kenny Barron, e McCoy Tyner. Nel 2006 ha pubblicato il suo primo album da solista, “Melao”, definito da All About Jazz miglior disco dell’anno. Nel 2008 l’album: Cirio – Live at the Blue Note, al fianco del sassofonista Mark Turner, il pianista Jason Moran, il bassista Larry Grenadier e Lionel Loueke alla chitarra. Il suo ultimo progetto, Cuban Safari, si ispira alla jazz fusion di Miles Davis ,Chick Corea, Keith Jarrett, Weather Report e latino-jazz . –

Antonio Tarantino
Dir.Art.San severo Winter Jazz Festival
Presidente Assoc. No-Profit “Amici Del Jazz San Severo”