La leggenda del medaglione del monaco di San Severo ancora poco conosciuta

CONDIVIDI

Il racconto di una fantomatica medaglia meglio nota come “Medaglione di Trigorio” sviluppato soprattutto tra la popolazione dell’antica Capitanata pugliese.

San Severino - Particolare Facciata del XII sec.

Particolare della facciata di transetto della chiesa di san Severino

abate a San Severo

La storia del monaco della Chiesa di San Severino in San Severo di Puglia e del suo Medaglione, sembra trovare riscontro nella forma geometrica delle piccole grate sulla facciata dell’antica chiesa e in quella dello stesso rosone romanico. La chiesa di san Severino abate, monumento nazionale, è il più antico edificio sacro di San Severo. Attestata per la prima volta nel 1059, rappresenta il cuore storico e religioso della città, della quale è prima parrocchia, chiesa matrice, arcipretale nonché tempio civico.
È attorno a questa chiesa, posta sulla via Sacra Langobardorum, che, per il continuo afflusso di pellegrini, si creò il nucleo originario della città, al tempo noto come Castellum Sancti Severini. La chiesa subì notevoli ampliamenti a partire dal 1200, mentre gli altari e le opere pittoriche risalgono al periodo compreso tra il XVI secolo e il XVII secolo. Venne gravemente danneggiata dal terremoto violentissimo del 1627. Nel XVIII secolo venne ripitturata a calce (contro la malaria) e successivamente decorata in stile neobarocco.

Chiesa di San Severino in una cartolina d’epoca

La leggenda del Medaglione di Trigorio nasce nel 1527, tratta di una vicenda che vede come protagonista un monaco celestiniano di nome Trigorio, il quale custodiva nella Chiesa di San Severino un oggetto di estrema importanza: una medaglia trafugata all’interno dell’Arca dell’Alleanza durante la presa di Gerusalemme. La reliquia avrebbe posseduto poteri soprannaturali, come quello di conferire il dono dell’immortalità a tutti quelli con cui sarebbe stata a contatto. Questo oggetto fu donato da un cavaliere templare pugliese che aveva preso parte alla prima crociata, di ritorno in patria dai Luoghi Santi a papa Urbano II (nato Ottone di Lagery a Châtillon-sur-Marne il 28 luglio del 1040 e morto a Roma il 29 luglio 1099, 159º papa della Chiesa cattolica dal 1088 sino alla morte, beatificato da Leone XIII il 14 luglio 1881 sotto richiesta del vescovo di Reims).
La medaglia sarebbe stata poi trafugata dalla camera privata del pontefice e sarebbe finita non si sa bene come, nel monastero di San Severino di San Severo. Nel convento sarebbe stata custodita ed occultata segretamente. L’ultimo custode del medaglione fu il saggio monaco celestiniano, frate Trigorio appunto.
Nel 1527 Carlo V saccheggiava Roma a capo dei Lanzichenecchi. Carlo V non mise mai piede a San Severo e intanto saccheggiava Roma spogliandola e distruggendo anche molte opere d’arte come alcune pale d’altare. Venuto a conoscenza del Medaglione, secondo la leggenda, inviò tre fidati suoi soldati a San Severo, con il fine di uccidere il monaco e impossessarsi del medaglione miracoloso.

400px-chiesa_di_san_severino_03

Interno della chiesa di san Severino a San Severo.

Foto di Emanuele d’Angelo

Al corrente di questa vicenda vi era papa Clemente VII (Giulio Zanobi di Giuliano de’ Medici, Firenze, 26 maggio 1478 – Roma, 25 settembre 1534, esponente della famiglia fiorentina dei Medici, 219º papa della Chiesa cattolica, 127° sovrano dello Stato Pontificio dal 1523 alla morte) che fece annotare tutto ciò negli archivi del Vaticano. I tre sicari però non poterono portare a termine la nefanda impresa, giunsero a San Severo ed entrarono nella chiesa di San Severino dalla porta laterale, ma non trovarono Trigorio, infatti questi era fuggito poco prima. Raggiunto dai cavalieri poco fuori San Severo nella zona denominata “I Tre Titoli” (Via Fortore km 4), di Trigorio e dei cavalieri non si seppe più nulla. La leggenda dice che nel posto dove si sarebbero dovuti svolgere l’assassinio ed il trafugamento, sarebbe stata ritrovata soltanto una spada insanguinata con su incisi i simboli del Tempio. Da quella notte, medaglione e frate non sarebbero stati più visti da nessuno, volatilizzati nel nulla. Da quel momento fino ad’oggi in quella zona accadono strani fenomeni, inspiegabili avvistamenti, oltre agli innumerevoli incidenti automobilistici.

San Severo – Transetto della Chiesa di San Severino

La storia del Medaglione di Trigorio tornò agli onori della cronaca, nei primi decenni del secolo scorso. Fu collegata all’attività di una setta segreta esoterica guidata da una certa madame Lea, misteriosa medium anglo-statunitense. La sua attività fu collegata alla morte di una ottantina di persone, tutte emigrate negli Stati Uniti e tutte provenienti dal territorio di San Severo, nel Foggiano. Due antropologi americani, comandati dall’FBI degli Usa a svolgere ricerche in merito, taliHebert Trunkenstyn e Rudolf Wagner, condussero l’inchiesta sui delittuosi episodi. I due studiosi effettuarono ricerche che si protrassero fino verso il 1980, senza raggiungere risultati apprezzabili. Durante il corso del secondo conflitto mondiale anche i Servizi Segreti tedeschi presero a cuore le vicende di madame Lea e del suo oggetto di culto, la Medaglia di Trigorio, ma le vicende si conclusero con l’assassinio di un alto ufficiale nazista della Gestapo e di due suoi collaboratori.

Il mistero della setta occultistica e del medaglione, nonché di tutte le dicerie che ne sono sorte a contorno, rimane tutt’oggi ancora inalterato. A tanto, si aggiunge il fatto che in località Tre Titoli di San Severo, il centro territoriale degli avvenimenti, sono da sempre in svolgimento stranissimi fenomeni.  In epoca contemporanea sono assai frequenti strani avvistamenti e apparizioni inspiegabili. Tutto contribuisce a rendere misteriosa e terribile una parte di territorio che già nel passato, nel Medioevo, era considerata patria elettiva di streghe e di spiriti maligni.

Fonte: MolfettaDiscute