Fabio Morgera: il jazz è e sempre sarà musica nera

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San Severo Winter Jazz 2014/15
Art Director:Antonio Tarantino
 
Venerdì 28 novembre – ore 22,00 
Caffè tra le Righe – via De Cesare n. 13
 
MORGERA@PARTIPILO  << BLACK OUT >>  New Project
(in anteprima assoluta a San Severo Winter Jazz)
 
Fabio Morgera: trumpet
Gaetano Partipilo: alto sax
Bruno Montrone: keys
Massimo Manzi: drums
Fabio Morgera è un trombettista napoletano che in giovane età decise di trasferirsi a New York per comprendere ancor più compiutamente gli insegnamenti ricevuti in Italia da personaggi quali Curtis Fuller, Frank Strozier, Harold Mabern e altri. Una scelta che rende ancora più importante la statura artistica e umana di Morgera il quale fu influenzato musicalmente da figure leggendarie come Freddie Hubbard, ma soprattutto l’immenso Woody Shaw del quale divenne un grande e profondo ammiratore: entrambi accomunati da uno straordinario coraggio nell’affrontare e superare gli handicap fisici che avrebbero potuto ” smorzare ” e rallentare le rispettive carriere.
<< La sua musica è in tutti i sensi black american music >>. Ellington non amava la parola jazz, perché è da sempre una parola offensiva, scelta dai discografici e produttori bianchi più che dai musicisti neri. Duke – continua Morgera – chiamava la sua musica negro american music, mentre oggi si preferisce sostituire black a negro. Quando si parla di jazz si può dire tutto e il contrario di tutto.
Riguardo alle difficoltà quotidiane incontrate in Italia dai jazzisti, il trombettista napoletano sembra avere le idee chiare: <<Da noi si pensa troppo all’accaparramento dei soldi pubblici e troppo poco alla proposta musicale e a educare il pubblico>>. Senza un’approfondita conoscenza della musica nera non si può nemmeno tentare di contribuire. Però con l’impegno è possibile, anche per un musicista italiano come per chiunque nel mondo.
In questo momento Morgera è un artista molto conosciuto nel panorama jazzistico e musicale newyorkese collaborando con Orrin Evans e la sua Big Band, Roy Hargrove sempre in Big Band, the Captain Black Big Band e guidando da leader diversi ensemble anche R&B e funk.
Morgera, compositore a arrangiatore oltre che strumentista, ha sempre molti progetti in cantiere: «Alcuni vedono la luce subito mentre altri solo più tardi, ma l’importante è restare creativi, e grazie a Dio le idee non gli mancano. Intanto stanno per uscire vari dischi come quello di Saul Rubin,  che ha prodotto  per la Red Records (The Zeptet) insieme a Stacy Dillard sax, Ben Meigners bass, Brandon Lewis drums e Johnny O’Neal piano.
E poi il progetto newyorchese con i NYCats (fra cui Orrin Evans, Josh Roseman e Stacy Dillard) e infine ama dirigere la Conduction del mentore Butch Morris, cosa che fa spesso con la sua orchestra multietnica Natural Revolution Orchestra a Firenze, dove ormai abita per circa nove mesi all’anno. In questi giorni poi sono usciti anche il bellissimo album della Captain Black Big Band di Orrin Evans di cui è un componente a New York, “Mother’s Touch”, un disco stimolante, divertente e swingante, ricco di blackness. Da menzionare anche la sua  collaborazione al libro di Nicola Gaeta “BAM, il jazz oggi a New York” pubblicato lo scorso anno.
CONSIGLIO: concerto evento da non perdere
MORGERA-PARTIPILO