Il Fallimento dell’Università Italiana – Libro di Simone Colapietra

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Il titolo del libro non lascia spazio a dubbi: “Il fallimento dell’università italiana”, scritto da Simone Colapietra, ventiduenne neolaureato in Economia e commercio. L’opera è stata pubblicata dall’editore milanese Cerebro ed è distribuita in tutta Italia.

Il libro analizza in maniera critica le falle del nostro sistema universitario che negli anni ha subito numerose modifiche per adeguarlo ai sistemi anglosassoni. Tutto ebbe inizio con la riforma Berlinguer del 1999 che l’autore chiama ironicamente riforma-scempio del 3+2, proprio perché introdusse la suddivisione in cicli e il sistema dei crediti universitari. La finalità della riforma era di dare una svecchiata al mondo accademico e di avvicinare prima i giovani al mondo del lavoro. Tredici anni dopo si può con certezza affermare che la riorganizzazione è stata un gigantesco flop, ottenendo effetti contrari. L’autore effettua un’osservazione pungente con grande lucidità e disinvoltura, citando report di autorevoli istituzioni tra cui la Corte dei Conti che nel 2010 parlò proprio di fallimento della riforma 3+2. Tra le tematiche intestine all’università si parla di annacquamento dei piani di studio in riferimento al fatto che lauree quadriennali di un tempo oggi sono di cinque anni con un numero maggiore di esami. Si parla inoltre di laureati analfabeti e di svalutazione delle tesi di laurea. Le idee dell’autore sono sostenute da situazioni oggettive e intrinseche al sistema universitario. La laurea biennale specialistica è attaccata duramente poiché spesso gli esami sostenuti altro non sono che inutili ripetizioni di materie studiate alla triennale.

L’autore non ha mancato di effettuare un’analisi al di fuori del mondo accademico con riferimento al mercato del lavoro. Inoltre dimostra come, a suo parere, le università siano complici della disoccupazione in Italia e come il laureato triennale sia una figura dequalificata poiché svolge mansioni che vent’anni fa spettavano a persone con la licenza media.

Perché, ad esempio, le aziende spesso scartano i laureati magna cum laude? Oppure perché in passato per fare il commercialista bastava il diploma di ragioniere ed oggi invece serve una laurea specialistica? Sono domande che molti si pongono, e l’autore nel libro dà delle risposte percorrendo a ritroso la strada fino ad arrivare all’università.

L’università ha ormai toccato il fondo. Se prima si poteva criticare la sua vetustà era comunque inopinabile il fatto che fornisse un’ottima preparazione. Oggi l’università del 3+2 è stata asservita a logiche aziendalistiche sia all’interno, nella gestione degli atenei, sia all’esterno, cioè come titoli di studio forniti. I percorsi di studio sono stati spogliati della cultura e tutto si è ridotto ad una mera conoscenza spendibile subito in ambito professionale. Quindi oltre ad aver ammazzato la cultura (primo mastodontico fallimento) la riforma-scempio del 3+2 ha avuto effetti contrari: abbiamo quintali di laureati con un futuro buio e destinati alla disoccupazione. Bisogna capire che la cultura è una cosa che compete al mondo accademico, mentre il mondo professionale è altro. Fra i due contesti c’è sicuramente un legame, ma l’esperienza professionale si fa sul campo, non sui libri. Il 3+2 è un miserabile fallimento perché ha preso il peggio di tutto.

Il libro, che contiene comunque proposte e soluzioni ai problemi, si chiude con un appello ai governanti affinché si ritorni ad un’università valevole.

 

Simone Colapietra è nato a San Severo, in provincia di Foggia, nel 1991.

Laureato in Economia e commercio, ancor prima di concludere il percorso accademico ha deciso di pubblicare un libro sulla crisi del sistema universitario italiano.

Durante gli ultimi anni di scuola è stato impegnato in diverse attività di politica giovanile apartitica a livello regionale, nazionale ed europeo.

La carriera editoriale gli ha dato visibilità mediatica nazionale ed europea, dai giornali alle radio e alle tv, fino a raggiungere Rai uno. In un articolo apparso su “Il Giornale” si è auspicata la sua nomina come ministro della Pubblica Istruzione.

È spesso contattato come relatore per convegni e dibattiti riguardanti i problemi dell’università italiana.

Nel tempo libero si dedica alla musica (in veste di batterista), allo sci e alla subacquea.

 

www.simonecolapietra.com

 

Si ringrazia il Sig. Simone Colapietra, per la gentile collaborazione nell’averci inviato quanto sopra.

 

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