Gli sportivi Sanseveresi e la Festa del Soccorso

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FONTE: Beniamino Pascale su sanseverosport.com

La festa patronale è ormai alle porte (dal 15 al 18 maggio p.v.) ed è un momento di fede, devozione e folklore, che accomuna proprio tutti. Queste le testimonianze di illustri sportivi sanseveresi.Michele Pazienza, calciatore del Napoli: “Da quando sono a Napoli, non mi perdo una festa del Soccorso. Se dovesse capitare la partita la domenica, il lunedì sono a San Severo. La nostra festa è tipica ed è bella, perché è così. Ad esempio, pur non avendo mai corso dietro le ‘batterie’, come i ‘fujenti’, per gli ovvi motivi, mi entusiasma seguirle e vederle. Anche se, devo aggiungere, quelle serali, hanno un fascino particolare per la cromaticità e per la calda luce che avvolge la città. Anche mia moglie Lorena, argentina, è sempre rimasta colpita in positivo dalla festa patronale, idem i miei figli”.

Michele Grassano, Campione d’Italia in serie A1 di pallavolo con Piacenza dove ha vinto anche una Super Coppa; medaglia d’oro con la Nazionale ai Giochi del Mediterraneo: “Sono andato via da San Severo a 15 anni per il volley. Questo è il secondo anno che mi godere della Festa del Soccorso, visto che gli anni precedenti non potevo, dati gli impegni sportivi. Sono curioso di poter ammirare le novità che vengono introdotte nel programma dei festeggiamenti, ma ho soprattutto piacere di rivivere le tradizioni della mia città natia.

A mio parere, però, potrebbe essere più ordinato e chiaro, il modo in cui si svolgono le batterie, per far capire alla maggior parte della gente: gli orari e l’appartenenza al rione della batteria stessa, per poter fare una classifica immediata. Ciò non toglie che, comunque, la nostra festa è qualcosa di estremamente originale e per questo quando posso invito gente da fuori, affinché possano ammirarla in tutti i suoi aspetti (sacro e profano) e possano divulgarla fuori dalle mura cittadine. Anche on-line ci sono ancora margini per pubblicizzarla”.

Così Walter Magnifico, pluri campione di basket della Scavolini Pesaro e della Nazionale, ora a riposo: “San Severo e la festa della Madonna del Soccorso, sono tutt’uno. Tradizioni e fede si uniscono e diventa un mix indescrivibile. Oltre alla processione, l’intensità della festa è insita nelle ‘batterie’, il cui fragore colpisce e stupisce, soprattutto chi viene per la prima volta in città, così come i coraggiosi fujenti. Inoltre, ciò che rappresenta, per me, una caratteristica della festa, è quella ‘stanchezza’ che alla fine provi quando torni a casa al termine della processione e delle batterie, che ti fa sentire soddisfatto di essere stato parte attiva del contesto. I tanti anni di attività agonistica, soprattutto a maggio, mi hanno tenuto lontano dalla festa. Ma quest’anno, verrò con la mia famiglia e voglio recuperare tutte quelle perse, perché ne sento la nostalgia che mi riporta a quell’odore caratteristico della zolfo e della polvere da sparo esplosa, oltre alla Madonna Nera”.

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